Capita spesso che una persona vada a letto in una stanza fresca, ma si svegli con la testa pesante e una sensazione di mancanza di respiro. Sembra che l’ossigeno sia scomparso durante la notte. In realtà, non si tratta di magia, ma di fisica e fisiologia. Durante le otto ore di sonno, in uno spazio chiuso avvengono dei processi che trasformano la camera da letto in un recipiente sigillato con una composizione chimica dell’aria modificata.
Accumulo critico di anidride carbonica
Il principale responsabile dell’intasamento mattutino è. l’anidride carbonica (CO2). Durante il sonno, un adulto espira circa 15-20 litri di anidride carbonica all’ora. Se la porta della stanza è chiusa e le finestre sono ben chiuse, la concentrazione di CO2 aumenta rapidamente.
Anche se prima di andare a letto si apre la finestra per 15 minuti, questo apporto di aria fresca non è sufficiente per molto tempo. Già dopo 3-4 ore il livello di anidride carbonica supera la norma confortevole di 800-1000 ppm. Al mattino, questo indicatore può raggiungere i 2000-3000 ppm, che l’organismo percepisce come una privazione di ossigeno. Questo è il motivo della sensazione di stanchezza e di mal di testa subito dopo il risveglio.
L’effetto thermos delle finestre di plastica
Moderno finestre a doppio vetro hanno un eccellente isolamento acustico e termico, ma hanno un grave svantaggio: la completa tenuta. Nei vecchi telai in legno c’erano sempre delle microfessure che fornivano una corrente d’aria naturale. Le finestre in PVC, allo stato chiuso, bloccano completamente l’afflusso d’aria.
Questo ha un effetto thermos: il calore viene trattenuto, ma il ricambio d’aria si interrompe. Il condotto di ventilazione dell’appartamento cessa di funzionare, poiché l’aria di alimentazione è necessaria per estrarre l’aria. Senza valvola di alimentazione o in modalità di microventilazione, l’aria della stanza ristagna, accumulando non solo prodotti respiratori ma anche vapori provenienti da mobili e tessuti.
Il problema dell’umidità e del riscaldamento
L’umidità non è solo una mancanza di ossigeno, ma anche un disordine regime di temperatura e umidità. I termosifoni in funzione asciugano l’aria, riducendo l’umidità al 20-30%, mentre la norma è del 40-60%. L’aria secca secca le membrane mucose del naso e della gola, rendendo difficile la respirazione e provocando una sensazione soggettiva di mancanza di respiro.
D’altra parte, anche l’umidità eccessiva è pericolosa. Durante la notte una persona perde fino a 400 ml di umidità attraverso la pelle e il respiro. In una camera da letto piccola e chiusa, questo crea effetto serra. La combinazione di temperatura elevata (superiore a 22°C) e umidità rende l’aria „pesante” e favorisce la riproduzione degli acari della polvere nella biancheria da letto.
Acari della polvere e materiali sintetici
La sensazione di aria viziata è spesso intensificata dall’abbondanza di tessuti. Tappeti, tende spesse, cuscini decorativi e giocattoli morbidi accumulano attivamente la polvere. Di notte, quando una persona si gira, le microparticelle salgono nell’aria e penetrano nelle vie respiratorie. Se nella stanza sono presenti molti materiali sintetici, questi possono accumulare polvere. elettricità staticache attira ancora più fortemente la polvere, impedendo la normale circolazione delle masse d’aria.
Per dormire bene, non è sufficiente raffreddare la stanza la sera. È necessario garantire un costante, anche se minimo, apporto di aria fresca per tutta la notte, ad esempio lasciando la porta della camera da letto socchiusa o installando un breezer. Solo una costante circolazione dell’aria può prevenire l’ipossia mattutina e garantire un facile risveglio.

